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Home studio: Il software

Tra i tanti software per l’audio recording, segnalo i più diffusi: Cubase, Pro tools, logic, Sonar e Sound forge. Ce ne sono anche free come Audacity ma indubbiamente non lo si può paragonare ai primi. Tutti questi software hanno più o meno le stesse caratteristiche riconoscibili intuitivamente, come una griglia temporale, le piste audio, i comandi di play, rec, stop ecc.

Dopo l’installazione la prima cosa che dobbiamo fare è settare il driver per la scheda audio, dare le porte nelle impostazioni e creare il nuovo progetto.

Parliamo di latenza: la latenza è il ritardo del segnale in ingresso e/o in uscita e viene percepito come un delay. Per migliorare questo parametro bisogna intervenire sul driver della scheda audio e diminuire il buffer (non troppo altrimenti l’audio va in blocco).

Frequenza di campionamento: è il dettaglio per la ricostruzione della forma d’onda. Esempio lo standard è 44.100 Hz se registriamo a 48.000 e via dicendo, avremo maggiore dettaglio, solo che alla fine dovremo esportare sempre a 44.100.

Bit: 16 è lo standard dell’audio, essi rappresentano la dinamica del suono, se registriamo a 24 avremo più dinamica, ma alla fine dovremo esportare sempre a 16. Avere una frequenza di campionamento alta e 24 bit, ci agevola nella qualità di registrazione, ma il processore del pc sarà molto caricato e i file audio generati saranno enormi.

Una volta settate le porte della scheda audio, potremo assegnare a ogni traccia del sequencer (software) il canale che vogliamo e iniziare a registrare. Ogni pista del sequencer ha una sezione di effetti insert. Questi sono dei plug-in ossia degli effetti virtuali che simulano delle macchine reali come equalizzatori, compressori, riverberi, filtri vari, strumenti virtuali ecc..

Per la maggior parte dei programmi, questi effetti si chiamano VST, per pro tools RTAS.

Avremo un mixer virtuale dove andremo a gestire i canali e a mixare il materiale.

La parte più ostica è quella dell’editing dove per diventare dei draghi avremo bisogno di studiarci bene il software che possediamo.

Ogni sequencer ha tracce audio, midi e aux. Quelle audio si suddividono in mono e stereo. Le tracce mono per intenderci sono: una voce, una chitarra, un basso. Quelle stereo sono sostanzialmente 2 mono e sono le uscite di una tastiera per esempio, o la ripresa dei panoramici di una batteria. Le tracce midi servono per gli strumenti virtuali. Il midi: è un protocollo di connessione dati, con il midi si ha possibilità di modificare l’esecuzione, le sue caratteristiche e il suono utilizzato quando e come si vuole perchè l’evento che si genera con una registrazione midi, non è una traccia audio, ma un calcolo, detta in parole povere. Le tracce aux sono quelle dove si inseriscono gli effetti come riverberi, delay o altri.

Approfondimenti:

sequencer: http://it.wikipedia.org/wiki/Sequencer

midi: http://it.wikipedia.org/wiki/Musical_Instrument_Digital_Interface

mixer: http://it.wikipedia.org/wiki/Mixer_(consolle)

Prossimo articolo nella medesima categoria: -Le potenzialità dell’editing e dei VST-

to be continued.