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I “Bluish Analogy” -comunicato stampa-

I Bluish Analogy sono un gruppo di Parma formatosi nel 2009, cinque ragazzi coetanei decidono di iniziare a suonare assieme e, accomunati dalla passione per l’indie rock e per l’elettronica, cominciano da subito a comporre pezzi originali, i gruppi a cui si ispirano maggiormente gia nei primi pezzi sono :Strokes, Bloc Party,Arctic Monkeys e Phoenix.
Nel 2010 arrivano i primi live e la band ha la possibilità di esibirsi in quasi tutti i locali di parma e provincia con qualche data anche nel reggiano.Nello stesso anno i Bluish Analogy si autoproducono il primo ep che riscuote abbastanza successo, grazie ad esso riescono ad attirare l’attenzione di qualche locale anche al di fuori dell’emilia romagna e nel 2011 riescono a collezionare tre date, due a Milano e una a Como.Negli ultimi mesi del 2011 il gruppo registra anche un video del singolo del primo ep dal nome ‘What you deny is my delight’ che si accaparra buone visualizzazioni sulla rete. Durante i primi mesi del 2012 i Bluish decidono di incidere anche le nuove canzoni che sono andate accumulandosi dopo il primo ep e se ne autoproducono un secondo che chiamano ‘Flowerpiercer’, da poche settimane è disponibile ascoltare sul souncloud della band il singolo del nuovo album ‘French Leave’.Nel corso di questo mese l’ep sara terminato e tutte cinque le canzoni di cui è composto saranno disponibili su myspace,souncloud e sulla bandpage di facebook.La band ha inoltre deciso di registrare un nuovo video che sara disponibile prima dell’estate. Nei loro pezzi i Bluish Analogy cercano di trasmettere l’inquietudine che a vent’anni assilla i giovani ponendoli davanti a problemi e a scelte forse troppo difficili e premature, trattano anche il tema delle tentazioni che la vita continua ad offrire e dalle quali un giovane nel ventunesimo secolo deve riuscire a difendersi, come ogni band che si rispetti pero hanno composto due canzoni, una nel primo e una nel secondo ep, più distese e melodiche accompagnate da un testo romantico e sentimentale.I temi un po crudi, provocatori e ‘arrabbiati’ che legano la maggior parte dei pezzi sono accompagnati da una ritmica incalzante e da melodie orecchiabili che rendono i pezzi molto ballabili. Con la loro musica vivace i ragazzi dei Bluish vogliono anche divertire e dare un occasione al proprio pubblico di svagarsi e scatenarsi durante i live per creare un’ambiente armonioso con gli ascoltatori. Come tutti i giovani musiciti credono molto nel loro progetto e sperano di poter prima o poi fare un tour, magari al di fuori dell’italia dove, per l’utilizzo esclusivo della lingua inglese, potrebbero forse essere maggiormente apprezzati. Il sogno più grande per loro sarebbe aprire un concerto degli Strokes e suonare anche solo per qualche minuto davanti ad uno stadio o un arena piena di persone.

http://soundcloud.com/bluish-analogy

http://www.myspace.com/bluishanalogy

http://www.facebook.com/pages/Bluish-Analogy/168449513181960

http://www.youtube.com/watch?v=O-NLjPqwGW4

“le stanze di Federico” -comunicato stampa-

di gallirecords

Quante cose possono evocare il concetto di “stanza”…
La stanza può essere un rifugio, una tana, un posto dove chiudersi nei propri pensieri oppure dove aprirsi agli amici. Ma nel caso de “Le Stanze di Federico”, la visione si allarga fino a spaziare nel prolifico cervellino di un artista. Si perché proprio di questo si tratta. Nelle Stanze di Federico, può succedere di tutto.
Le Stanze sono il suo mondo, un universo in cui spaziare per ritrovare attraverso una melodia e le parole di una canzone, il candore dell’infanzia ritrovata. Il progetto, nasce alla fine del 2011, quando Federico Galli (cantautore e compositore) incontra Paolo Del Sole (basso), Eros Cupido (percussioni), Francesco Finori (tastiere), Alessandro Mazzola (batteria), Marco Salvatore (chitarra) e Piergiorgio Cerritelli (fisarmonica).
Da questo incontro nasce il singolo “Così come sei”, un brano dal sapore sudamericano, un ritmo dolce che fa pensare all’estate, al mare e al sole.E all’amore, che non guasta mai. Il singolo è stato trasmesso con successo da una delle maggiori emittenti radiofoniche d’Abruzzo, Radio Delta 1, e rischia di diventare il tormentone di questa estate 2012, che già si preannuncia caldissima… La giovanissima band, oltre agli inediti, ha al suo attivo anche la rielaborazione in chiave reggae e pop rock di alcuni brani editi.


gallirecords.it

 

		
		

Comunicato stampa: “Point Break”

di Point Break

Nel seguente articolo ci sono alcune informazioni riguardo la prossima uscita del nostro album di debutto A FUOCO. 

http://pointbreakrock.wordpress.com/2012/05/10/autoproduzione/


A fuoco” è stato registrato, mixato e masterizzato in Luglio/Agosto 2011 presso il Groove Factory di Bologna sotto la supervisione tecnica e produzione artistica di Cristiano Santini, ex leader degli storici Disciplinatha (Consorzio Produttori Indipendenti/dischi del mulo, sound engineer, produttore di CSI, Soerba, Luminal, Luciferme , etc.).

L’album vede inoltre la partecipazione straordinaria di Sarah Fornito leader di Diva Scarlet

 

ROADBOOK DELLE REGISTRAZIONI:

Giorno dopo giorno abbiamo raccontato in un diario le registrazioni le cui foto sono visualizzabili a questo link ed a questolink (a cura di Marco Polverari) e dei brevi video per non scoprire troppo le carte… 

VIDEO TEASER DELL’ANTEPRIMA

Link

Nell’attesa della pubblicazione dell’album abbiamo avuto l’occasione di proporre l’album in alcune date in anteprima tra cui l’opening act con A TOYS ORCHESTRA 


ANTEPRIMA CON “GIGANTE”

Il primo pezzo, che non è il vero e proprio singolo del disco, è Gigante, disponibile sui seguenti socialnetwork (cliccare sul link).

Myspace

Reverbnation

Rockit

Soundcloud

Youtube

http://www.pointbreakrock.com/

Comunicato stampa: “Colors” il nuovo album dei Two Moons

di Emilio

Il 4 Febbraio 2012 esce nei maggiori music store on line “Colors” il nuovo album dei Two Moons, band con base a Bologna, esordiente nel 2009 con l’Ep “The First Moon”, che oggi continua il progetto iniziato discostandosi dalle sonorità tipicamente eighties in favore di un viaggio più lungo e duraturo.

9 le tracce dell’album che ha il sapore di un rinnovato esordio per la ricerca sempre più accurata, la cura del suono e degli arrangiamenti e per il sound post punk di radice mancuniana con uno sguardo apertissimo a sonorità elettro-sintetiche.

Si parte con “Stars”, brano elettronico dal retrogusto antico ma con un sapore decisamente moderno e si prosegue con “In the city”, cavalcata a velocità di curvatura. “Labyrinth”, il terzo brano, avvolge, trascina, sazia. “Colors”, il brano che da il nome all’album, una dolce ballata anni 2000 che racchiude il concept di tutto il lavoro. Ascoltando “The Well” ci si immerge in un paesaggio claustrofobico, attraverso le foreste incontaminate della mente umana, fatta di paure, di voglie, di lussurie, di amore. In “To run”, “Automatic Smile” e “Nothing” esce la vena dark dei Two Moons. Infine, “Moon that watches me”, in duetto con Francesca Bono (Ofeliadorme) la ballata per definizione: un dialogo incalzante con la luna, dove le voci si intersecano in una danza introspettiva anche se dolce e colorata allo stesso tempo.

“L’album riserva qualche sorpresa ma non vuole rappresentare un punto di rottura rispetto al Ep di esordio, commenta Emilio, vocalist della band, diciamo che in questo lavoro ci siamo discostati dalle atmosfere più tipicamente eighties, attraverso un’approfondita ricerca tra le sonorità degli ultimi 30 anni, comunque in linea con l’animo sperimentale del nostro lavoro”.

Two Moons, un progetto musicale nato nel 2009 dall’incontro tra Emilio Mucciga (vocalist), Giuseppe Taibi ( basso), Vincenzo Brucculeri (chitarra) e Angelo Argento (batteria), musicisti attivi da anni e uniti nel sogno di un progetto artistico ambizioso. Due anime in una band: quella cupa e introspettiva legata alle sonorità della dark-wave anni Ottanta e quella magnetica, sciamanica e solare dell’elettronica moderna. La band propone atmosfere acide e visionarie, rappresentazione di una fragilissima poesia post industriale, un pop psichedelico imperioso, privo di individualismi.
www.twomoons.it

Le cose devono cambiare, salviamo la musica!

In Italia la musica nella scena indipendente, fa molta fatica ad andare avanti. Lo dicono i numeri, in quanto gli incassi sulle serate e vendite dischi, sono molto poveri. Certo per guadagnarci con la musica, bisogna regalare emozioni, con belle canzoni ed essere molto conosciuti, ma non è possibile che esista un grande buco tra gli emergenti e chi è al livello degli Afterhours, per esempio. Gli emrgenti suonano sempre più spesso senza ricevere compenso. Da una parte c’è il loro sogno di emergere, che li spinge ad accettare serate a queste condizioni, dall’altra, una speculazione da parte di chi gli propone queste serate. L’arte e il compenso per un novizio non sono quantizzabili, ma almeno, ricevere un rimborso spese, credo sia umano. Ma come la mettiamo invece con un gruppo emergente che suona da otto anni, che ha due album all’attivo ma che non ha mai fatto il “botto”? Lo facciamo suonare gratis? Magari ci sono anche persone iper qualificate all’interno e con le carte in regola per essere dei musicisti professionisti. Quanto li retribuiamo? Causa buco tra emergenti e affermati, la risposta è molto triste perchè anche in queste situazioni si fa fatica ad arrivare a 200€ di compenso. Una band può essere interessata ad una serata gratis solo se l’organizzatore gli assicura una certa visibilità che va oltre le solite amicizie del gruppo stesso, per cui il guadagno per i musicisti sarà nella promozione. Se invece capita di suonare a costo zero e portarsi gli amici per far guadagnare qualcun’altro, questa mi sa di beneficenza inopportuna. In generale,  a bassi livelli soprattutto, quelli che organizzano queste serate, non puntano al talento e nemmeno lo sanno riconoscere nella stragrande maggioranza dei casi. Sono persone che devono farsi la cresta su chi suona, dopo aver fatto  guadagnare anche il locale.  Essi puntano a quante persone la band si porta dietro, ovviamente.  A questo punto direi che conviene organizzarsi anche i lives in maniera indipendente. Meno male che c’è anche chi organizza concerti puntando alle band, sulla loro musica e tentano di dargli davvero una mano. Ma il punto più dolente in tutto ciò è il pubblico, il quale si abitua sempre di più a trovare in rete musica da scaricare senza mostrare supporto alla stessa, nemmeno con una donazione. Non si spende più niente per l’ascolto musicale. Poi quando si tratta di andare ad ascoltare un nuovo gruppo dal vivo, il disinteresse sale a livelli incontrollati. Infatti alle serate di bands emergenti, ci sono sempre i soliti amici e parenti. Se una band emergente produce e stampa un cd con tanto di copertina e immagine disco e lo mette in vendita a 3€, se non è particolarmente eccezionale, nessuno lo compra. Non si guadagna con i cd, con gli mp3 e nemmeno più con i lives…le soluzioni sono due: o appendere tutto al chiodo o nascere geni della musica e ricchi. A parte gli scherzi, credo che così la qualità musicale, sarà sempre inferiore perchè già ora il musicista è costretto a fare un’altro lavoro per campare e quando ha tempo va alle prove e se resisterà almeno per i prossimi vent’anni,  forse riuscirà ad emergere (sto parlando di un musicista in gamba). Così non entra mai nell’ottica di un vero artista. La musica è investimento continuo per il musicista e per l’ascoltatore “furbacchione” è un prendere continuo. La verità è che la musica ha bisogno di sostegno,  come  la cultura in generale. Per chiudere il cerchio,  ieri sono stato ad una conferenza in cui c’era  Mogol a parlare dei suoi 50′ anni di musica. Il maestro solleva un’altra questione che è quella della fase promozionale:  i media,  sono continuamente manipolati dai potenti discografici i quali essendo attaccati al guadagno facile e immediato, levano spazio agli altri, promuovendo gente con scarsi contenuti, puntando al loro momento di notorietà che hanno maturato in un programma televisivo. Il sistema diffusione musica non è più  naturale, perchè l’ascoltatore, non può più scegliere le cose  belle,  come lo era negli anni in cui Mogol e Battisti fecero emozionare anche i muri, in quanto oggi nei media si propongono solo determinate cose. Ha aggiunto, e a questo punto me lo sarei aspettato, che oggi, un Mogol- Battisti non sarebbe mai nato.

Class action contro la SIAE di Umberto Palazzo

Da qualche giorno è partita una class action su facebook, contro la SIAE, per quanto riguarda la ripartizione dei diritti d’autore, derivanti da esibizioni musicali dal vivo. Il promotore è Umberto Palazzo, noto per aver suonato con alcune delle più importanti band indipendenti italiane, come gli Allison Run, i Massimo Volume, il Santo Niente e ha realizzato la colonna sonora di Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Adesso, oltre ai suoi progetti Santo Niente/Santo Nada e al primo album da solista “Canzoni della notte e della controra” che sta presentando in giro per l’Italia, Umberto Palazzo ha deciso di scuotere le coscienze degli associati SIAE e non, per denunciare l’iniquità del sistema di ripartizione delle royalties provenienti dalla compilazione del famoso borderò SIAE. Già anni fa, un servizio della trasmissione “Report” di Rai3 ha affrontato la questione ma gli addetti ai lavori hanno snobbato tutto. In sostanza, quando un gruppo associato, suona dal vivo i propri brani e compila il suo borderò, raramente si vede ricompensato dalla SIAE per questo, perchè per ripartire i diritti, l’ente fa dei controlli a campione riferendosi a dati statistici basati sulle vendite del momento, quindi favoriscono sempre i successi del momento e quelli di sempre. Ovviamente  chi rappresenta un fenomeno di nicchia, e parliamo quasi del 90% dei musicisti indipendenti, non  vedrà mai il suo giusto ricompenso, pur essendo socio di chi dovrebbe garantire la ripartizione dei suoi diritti d’autore. Ma come è possibile? Prendere dai poveri per dare ai ricchi?
Bisogna che il sistema vada rivisto e subito!
Di seguito il link della class action.

http://www.facebook.com/pages/Come-vengono-ripartiti-i-proventi-dei-border%C3%B2-class-action-contro-la-SIAE/382851051727149

Questo invece è il servizio della trasmissione “Report” di Rai3

Rockky Band -comunicato stampa-

di Paolo Terranova.
I Rockky Band nascono, come praticamente tutta la loro successiva produzione, dopo un sano bicchiere di birra, contestualmente alla prima stesura di “Lasciate stare Silvio”.
Qualche anno prima Paolo Rockky (chitarra-voce) e Alessio Rockky (basso-voce) avevano già condiviso un’esperienza “artistica” in un gruppetto punk-rock, genere che andava per la maggiore sulla scena palermitana dei primi anni del 2000, e già in quell’occasione le spiccate abilità creative di Paolo si erano evidenziate ma la sua ironia satirica tagliente e bambinesca non era mai emersa, probabilmente causa dei testi stesi in lingua inglese che non riuscivano a valorizzare questa sua dote innata.
Il primo brano targato Rockky Band, a detta del suo autore, “si è scritto da solo” in un periodo in cui i media non facevano altro che parlare e straparlare delle incredibili vicende del Cavaliere, infatti non è stato tanto il tema trattato o le sue implicazioni socio-politiche ad abbattere le remore, dettate da una realtà locale in cui la musica non ha mai avuto una collocazione minimamente degna, di reinvestire il proprio tempo ed impegno in un nuovo progetto musicale, quanto la sua estrema genuinità, il suo essere stupido e geniale allo stesso tempo, l’uso di un cinismo gratuito ma quadrato; a buttare le basi per la creazione della Rockky Band è stata la cruda naturalezza dei testi, il saper affrontare temi spesso definiti “pesanti”(quali la reclusione e le condizioni carcerarie in Voglio stare Qui o il senso della vita in Coito Interrotto) con innocenza e ilarità oltre che al sound sempre graffiante, rude ma innovativo.
Tutto il resto è venuto da sé, un videohttp://www.youtube.com/watch?v=bXZrYqpfNWc che ha superato le 100.000 visualizzazioni su youtube, tutta la produzione musicale seguente, le serate nei locali e nelle piazze siciliane e non, il primo album e le riprese del secondo video tutto favorito anche dall’ingresso in line-up di Alessandro Rockky (batterista-voce), non previsto nella formazione iniziale, che è entrato a far parte della band di diritto, con la stessa linearità e naturalezza con cui nascono gli arrangiamenti dei brani prodotti, quasi come “se si fosse cercato e trovato da solo”.
Tanti nuovi progetti sono ad oggi in cantiere ma nulla sarebbe possibile se i Rockky Band non fossero prima che un gruppo musicale un associazione a delinquere di stampo fraterno.
qui trovate altro materiale tra cui l ultimo video clip
grazie di tutto ragazzi
<3 <3 <3
http://www.facebook.com/pages/rockky-band/127722327310757

Caricare e vendere musica sugli store digitali

Ci sono diverse soluzioni per caricare e mettere in vendita la vostra musica su iTunes store. Il primo e meno dispendioso è sicuramente direttamente tramite il sito della apple, dove c’è proprio una sezione dedicata, per cui dopo essersi iscritti si possono mandare i brani e se verranno accettati come vendibili, verranno pubblicati sullo store. Il costo di questa operazione si aggira intorno ai 20$ e poi una piccola percentuale su ogni vendita. Tutti gli altri sistemi sono più dispendiosi perchè ci si affida ad intermediari (etichette digitali) e basta pagare per poter caricare musica, come Zimbalam, Believe Digital, TuneCore e altri. Una etichetta digitale, si occupa, dietro pagamento, di piazzare la musica sugli store per la vendita e trattiene una percentuale su di essa, quando viene venduta. In fondo se non si è famosi, essere presenti su iTunes fa solo risonanza quando lo si racconta in giro, ma non porta comunque nessun guadagno. Si potrebbe benissimamente caricare l’album direttamente sul prorpio sito web e metterlo in vendita, per ottenere più vendite, almeno dagli amici. iTunes e tutti gli altri stores digitali, non hanno senso se non c’è una promozione, almeno nel web sull’album da vendere, soprattutto se non si è un minimo conosciuti. Oltre ad iTunes ci sono altri store, come amazon, napster, e-music, spotify, beatport ecc..e hanno la stessa procedura di caricamenbto brani, tramite una etichetta digitale. Generalmente quando si carica musica attraverso queste etichette, si viene inseriti anche sugli altri store, e come potete provare anche se l’idea di essere presenti in tanti store, può affascinare, in realtà non cambia nulla in termini di vendite, perchè non stiamo parlando di luoghi fisici dove vendere i dischi, ma della rete dove basterebbe un solo store digitale per vendere. Altra soluzione potrebbe essere utilizzare siti come bandcamp o reverbnation o il vecchio myspace e altri dove è possibile mettere in venditas il proprio album senza pagare per caricarlo, con una percentuale di guadagno per loro, più o meno del 50% su ogni vendita e forse per un esordiente che ha prodotto un buon ep e vuole provare a venderlo,  conviene iniziare con questa soluzione.

Elenco netlabel italiane

Elenco netlabel gratuite italiane.

Generalmente le netlabel non si occupano di produzioni e non sono a scopo di lucro, si occupano di pubblicare e diffondere la musica in forma gratuita. La maggior parte di esse  fa parte del circuito Creative Commons, con tutti i pregi e i difetti. Sono composte da appassionati e musicisti. Alcune sono di buona fattura sia per quantità di partnership che per qualità della musica in catalogo. Sono settoriali, per lo più orientate verso musica elettronica.

Sono indicate per chi crede nella libera diffusione della musica o per chi comunque non ha una etichetta classica con la quale puntare ad un ritorno economico.

http://www.inv3rno.com/

http://www.rudimentale.com/

http://www.brusionetlabel.net/home.html

http://www.subterralabel.com/

http://www.diavolettolabel.com/

http://www.stoprecords.it/

http://www.laverna.net/home.php

http://www.noisybeat.com/pagina_home.php

http://chewz.net/

http://www.lepers.it/

http://www.sinewaves.it/

http://www.trovarobato.com/

http://parafonicanetlabel.blogspot.com/

http://coucounetlabel.blogspot.com/

http://www.zymogen.net/splash.php

http://labelnetlabel.com/

http://statoelettrico.net/wp/

http://www.buskerdroid.com/

http://www.quantum-bit.it

www.4weed.net

www.nostressnetlabel.net

The Personagg, nuovo album in download gratuito: “non fate l’amore, fate la guerra”

Di The Personagg

“Questo disco innanzitutto non è un disco,è una sorta di ponte tra il vecchio e il nuovo che raccoglie parte di una vecchia autoproduzione del 2008 e quattro brani che anticipano una nuova autoproduzione che vedrà la luce a breve.Quando si realizzò quel disco autoprodotto del 2008 (“il mondo è pieno di gente immonda e..”)si può dire che il progetto si era da poco completato con altri due membri oltre il sottoscritto e c’era la volontà di fermare in qualche modo su un supporto parte dei brani che già portavo in giro da solo e che abbiamo continuato a suonare in tre in quel periodo,Era pensato per la vendita manuale ai concerti e ne furono fatte poche copie anche perchè oltre a non avere grossa disponibilità economica nessuno di noi pensava che sarebbe andato esaurito in cosi’ poco tempo.In breve ci trovammo senza dischi da mandare in giro e nulla da dare a chi chiedeva di riascoltare quei brani dopo aver assisitito ai concerti.Si pensava in un primo momento o di ristampare o di registrare qualcosa di nuovo ma pioi ci rtirovammo ad affrontare due anni di continui cambi di formazione fino al 2011 dove il gruppo si è assestato con l’ingresso di Roberto al basso.Dopo numerosi rinvii causa sfortune assortite(di cui forse racconterò in separata sede) ci siamo finalmente ritrovati a Settembre 2011 in uno studio mobile attrezzato dagli amici degli Effetti Collaterali a Potenza per registrare finalmente un nuovo lavoro ancora all ‘insegna dell’autoproduzione ma potendo usare in prestito,grazie alla loro disponibilità,una strumentazione migliore(la loro). In quelle sessioni(durate al netto dei giorni un paio di settimane totali di lavoro, spalmate su due mesi,vivendo noi tutti a Roma)sono state registrate sedici canzoni che finiranno nel prossimo lavoro dei The Personagg che si chiamerà “tranquillo is dead”.Nel frattempo molti richiedevano quel vecchio disco e allora per creare il “ponte” di cui scrivevo sopra, abbiamo pensato di realizzare questa sorta di maxi ep di 9 brani che si chiama “Non fate l’amore,fate la guerra” per unire l’utile(il nuovo) al dilettevole(il vecchio),incuranti della differenza di suono e registrazione ma mossi dal solo interesse di mettere a disposizione per gli interessati più materiale possibile che rispondesse a un minimo di criterio di omogeneità.La copertina è opera dell’artista Michele Fasano in arte Ironmould che è riuscito in un bellissimo disegno a catturare perfettamente il senso del titolo e il senso del disco. La musica passa dal materiale nuovo dove è stato fatto un lavoro più organizzato sugli arrangiamenti e i suoni(cosi’ come su tutto il prossimo disco)a quello vecchio dove le atmosfere sono più scarne e acustiche(all’epoca non possedevo ancora una chitarra elettrica quindi anche i brani che andavano suonati in elettrico li ho registrati con l’acustica,infatti alcuni di quelli sono stati riarrangiati e saranno inseriti nel nuovo lavoro anch’essi),Si passa con estrema libertà dal rock’n'roll al folk al punk al cantautorato al country e al power pop.Non abbiamo un genere di riferimento abbiamo le canzoni e su ognuna di esse ragioniamo in modo particolareggiato,cercando di mettere nel brano quello che secondo noi richiede(ad esempio nel disco,che sarà ancora più vario da questo punto di vista, ci sarà spazio per i fiati,per le tastiere,per la psichedelia,etc…),avendo potuto contare su tante ospitate di ottimi amici e validissimi musicisti che con entusiasmo e disponibilità hanno partecipato al progetto,personalmente non vedo l’ora di farlo ascoltare.Come dico sempre The Personagg è un progetto che va da uno a più infinito,non siamo solo noi tre ma chiunque entri in contatto con tutto questo,suonando,venendo ai concerti,ascoltando,scrivendone,pubblicizzando e quant’altro.Insomma chi può affermare con certezza di non essere stato almeno una volta nella sua vita un Personagg o esclude a priori di esserlo in futuro? Buon ascolto,queso è il link per scaricare il maxi ep:
Antonio Asquino ”
http://www.diavolettolabel.com/d24.asp

http://www.facebook.com/pages/The-Personagg/301353361045